25 agosto 2020

bomboniere wedding intarsiate

MASTRO SANTI DEL SERE BOTTEGA SCUOLA  ANGHIARI

TOSCANA

Un cofanetto che riprende lo stile delle cassette senesi intarsiate del ‘400

Mi è venuta l'idea di  rispolverare un arte antica come l'intarsio a toppo che ornava cori lignei  di importanti  chiese e cattedrali, cassoni  e piccoli cofanetti intarsiati del 400, che venivano regalati alle nubende nel rinascimento.


cofanetto intarsiato senese XVI° sec.

 Riproporre  piccoli contenitori, che potrebbero essere finalizzati a bomboniere o a cofanetti che contengano l'anello di fidanzamento per la promessa di matrimonio oppure  le fedi per rito e la festa nuziale, che   si definisce adesso con l'inglesismo wedding. 

E' un oggetto impegnativo ma rimanda alla nostra storia e a una arte decorativa, che sta scomparendo ma di notevole significato storico .

fasi della lavorazione


Che cosa è l'intarsio certosino a toppo,   non è altro che un insieme di piccole striscioline di legno, opportunamente tagliate seguendo un disegno di base geometrico, per formare un blocco che viene tagliato finemente e incolato in un supporto per decorare oggetti di gran pregio.




passaggi per la costruzione del toppo


Sta di fatto che questa decorazione geometrica è stata adottata e ripresa nel quattrocento dalla terra di  Siena, per motivi di interessi bancari con Venezia, dove si può dire con certezza che Siena è stata la città che ha dato il via alla tecnica dell'intarsio, che poi è stato proseguito dalla vicina Firenze, dove ha avuto uno sviluppo tra i primi decenni del quattrocento fino ai primi decenni del 500 con botteghe tra le più importanti dell'arte nova. La tecnica certosina a toppo o a buoi è una tecnica araba che venne importata  tramite gli scambi commerciali con la Serenissima con l'oriente, dopo la conclusione delle guerre crociate. Gli arabi grandi conoscitori della matematica, hanno sempre ornato le loro moschee con figure geometriche, per motivi religiosi, al contrario della nostra cultura fondata sull'immagine.

Questo oggetto che rappresenta  culture diverse, ma facendo a suo tempo oggetti che si possono definire propri della nostra cultura artistica del quattrocento toscano.






Cofanetti cubici di  dimensioni 7,5 cm .


Intarsiati con essenze di: bosso, cipresso, noce, ciliegio, acero e quercia annegata.


CORSI INTARSIO E RESTAURO                                                      MASTRO SANTI HOME

CONTATTI

14 agosto 2020

guernica intarsio

 

MAESTRO ARTIGIANO BOTTEGA SCUOLA





L'intarsio e il cubismo, come si legano bene. Nel paese di Anghiari rinomato per la sua Battaglia dipinta da Leonardo, scomparsa o celata dietro un intercapedine nella sala dei cinquecento in Firenze, non poteva mancare una citazione, anche se di tutt'altra natura per violenza e racconto, con la Guernica di Picasso .
Così l'intarsio citato di Guernica è diventato un contenitore parallelepipedo a base quadrata di 15 x15 x32 cm di altezza; intarsiato con legni di:
 acero, ciliegio, acero tinto nero, cipresso, noce chiaro e scuro.
Tutta la lavorazione la eseguita mio figlio, diciannovenne Giovanni di Santi , dal rilievo del disegno alla scelta dei legni e tutto quello che comporta per la sua realizzazione.
CORSI TARSIA

18 giugno 2020

RESTAURO DI UNA SERVANTE INTARSIATA ALLA MANIERA DI BOULLE



MASTRO SANTI DEL SERE
BOTTEGA SCUOLA
RESTAURO MOBILE BOULLE 
Documentazione del restauro di una servante francese del XX° secolo, intarsiata alla maniera di A.C.Boulle.

Mi richiedono ultimamente  lavori di restauro di mobili francesi intarsiati alla maniera di A.C.Boulle, e mi è presa la voglia di documentare qualche fase di lavoro di questi eccentrici mobili, di grande impatto visivo ma allo stesso tempo molto fragili, anche se molto pesi.

Questi mobili si possono datare dalla seconda metà dell'Ottocento ai primi decenni del ventesimo secolo.
stato di conservazione dell'anta centrale
Ogni mobile ha un gemello, la tecnica adottata chiamata a foro e contro foro o ad incastro e denominata  alla francese marqueterie, produce con un solo taglio con il cavalletto da traforo due tarsie identiche una prima parte e una controparte.
Queste tarsie sono composte da ottone e finta tartaruga, carta colorata maculata di rosso e nero, rifinita con uno strato finissimo di celluloide a imitazione dei mobili originali in tartaruga del seicento.

Gli intarsi in ottone sono incisi con il bulino, il resto del mobile è in pero tinto di nero a imitazione dell'ebano.
Generalmente l'ossatura è in legno di rovere impiallacciato con legno mogano di 6 decimi.

angolo D prima della rimozione del gesso
Questi mobili durante il tempo hanno dei sollevamenti degli intarsi di ottone, di consuetudine provocati anche da passaggi con panni di lana, per la pulizia, che strappano le tarsie dall'ossatura del mobile, oppure da cambi repentini di umidità che provoca dilatazioni del metallo e rammollimento o indurimento della colla originale.
Forse il problema più grosso per la sua conservazione è quello di un restauro effettuato da artigiani improvvisati intarsiatori ebanisti, come nel caso di questo manufatto.

A prima vista guardando il mobile nel suo complesso, si notano bene i sollevamenti degli intarsi, però di consuetudine ti sfuggono i particolari, che solamente quando lo stendi sul piano di lavoro e lo vedi a luce radente i problemi vengono a galla.
Angolo D dove è stato rimosso il gesso e verrà reintegrato 
con l'intarsio in lamina di ottone  di 6 decimi come da originale
Analizzando il  manufatto per programmare gli interventi di restauro, ho scoperto che molte parti ti intarsi in ottone sono state ricostruite con gesso di bologna dipinto a modi di ottone. Francamente il "restauratore" non essendo intarsiatore o ebanista è riuscito molto bene a camuffare il colore assomigliando con la tonalità del colore  all'ossidatura inevitabile con il tempo dell'ottone.
Sta di fatto che per un restauro corretto , va ritolto  ripulito il gesso e vanno reintegrati con intarsi in ottone come da originale di 6 decimi di spessore.


In evidenza una parte di tarsia ricostruita con del gesso di bologna 
 molto bene camuffata con il colore a fingere l'ottone ossidato, i 
particolari delle rigature sono state ridisegnate con piccoli passaggi 
con il pennello
Non è un compito molto facile fare questa operazione ricalcare le lacune  ripristinare le tarsie di ottone e metterle d'accordo con la simil tartaruga originale incollata nel fondo.
Per riuscire ad ottenere un risultato non invasivo che si integra con il resto delle tarsie originali, bisogna conoscere bene il disegno e l'ornato.
Non ci sono altri segreti, il segreto è ripassare molto bene il disegno originale senza interpretazioni.





fasi di restauro inerenti alla ripulitura di interventi subiti
precedentemente
dove è stato necessario la rimozione di collanti adoperati in maniera 
inappropriata


Nei percorsi formativi, che a volte mi capitano nella mia bottega scuola, ai ragazzi o alle persone che frequentano i miei corsi sulla tarsia e il suo restauro, come prima cosa gli metto il lapis e il rapido in mano per ripassare una tarsia, che dovranno successivamente realizzare; non è solo un esercizio ma è capire e assimilare nel cervello quello che dovremo fare successivamente adoperando un seghetto a traforo.






Stato di conservazione prima dell'intervento di restauro degli intarsi che ornano gli angoli dello sportello centrale











Questi mobili nascondono sempre delle sorprese, sul loro vero stato di conservazione. Restauri precedenti causano nella maggior parte dei casi, dei problemi che richiedono un intervento in molti casi complicato.






intarsio centrale prima dell'intervento di restauro

In questo caso mi sono trovato davanti una situazione alquanto precaria, relativa ad incollaggi fatti usando collanti inadeguati che creano spessore, facendo risultare l'intarsio non liscio ma in rilievo.
fianco dx del mobile prima dell'intervento
Per risolvere a questo intervento maldestro, ho dovuto risollevare l'intarsio di ottone ripulirlo da questo  collante  inappropriato tipo bostik , ripulire la sede, riposizionare la tessera nel suo alloggio e incollarlo con colla vinilica. Questo tipo di colla per i puristi del restauro è considerata una colla da non usare, per il motivo della sua non reversibilità; li lascio pensare alle loro idee ma per esperienza nel campo oramai da più di trent'anni di attività,  questo collante è il più indicato per questi interventi, bisogna solamente essere capaci ad incollare.
Chi ne vuole sapere di più, ho scritto un piccolo manuale sul restauro di questo tipo di mobili ricordando che la mia bottega scuola è  ad Anghiari.

  
Le quattro lesene prima dell'intervento di restauro

Queste situazioni hanno allungato e complicato il lavoro di restauro.





Le paraste del mobile dopo il restauro




confronto dell'intervento di reintegrazione dell'intarsio in ottone
dopo aver tolto la parte opaca  di stucco dipinto.


ANTA CENTRALE PRIMA
 DELL'INTERVENTO DI RESTAURO




ANTA CENTRALE DOPO
 L'INTERVENTO DI RESTAURO























L'interventi eseguiti per il restauro dell'anta centrale sono stati: rimozione dello stucco, reintegrazioni degli intarsi in ottone, rigatura tramite bulino, ripulitura  ripresa del colore, lucidatura con prodotti appropriati.


MOBILE FINE RESTAURO


CORSI sulle discipline inerenti alla lavorazione del legno e al suo restauro

"QUADERNI"
APPUNTI DI BOTTEGA SUL RESTAURO DI MOBILI RIEDITI ALLA MANIERA DI ANDRE' CHARLE BOULLE

25 novembre 2019

qualifica restauratore bottega scuola



MASTRO SANTI DEL SERE BOTTEGA SCUOLA 
IN ANGHIARI (AR) TOSCANA



Nell'ambito della mostra del restauro di Ferrara, si è tenuto una conferenza a riguardo della qualifica di restauratore. 
La cosa che mi ha colpito di più, come Artigiano da anni nel campo della formazione, e successivamente essere riconosciuto, dalla Commissione della Regione Toscana Bottega Scuola,  riguardante le discipline legate alla lavorazione del legno e alla sua conservazione, non avendo voluto  presentare domanda, per essere inserito nella lista dei collaboratori restauratori, non mi interessava entrare in questo elenco per partecipare ad appalti o interventi commissionate dalle Soprintendenze ed Enti . 
Colpa mia di aver sottovalutato la domanda di qualifica, non credevo mai che comportasse l'esclusione da un possibile insegnamento sul restauro da parte di una Bottega Scuola riconosciuta proprio su questo settore.
Ho capito una cosa che questo bellissimo paese ha bisogno dell'aggiunta del solito foglietto di carta.
Dopo il mio intervento, che ha riguardato diverse sfaccettature, sull'artigianato mi è stato risposto che il Restauro e  equiparato ad un percorso di laurea e riconoscimento di dottorato, e dalle risposte datemi mi è parso che l'artigianato è quella sottospecie di persone che operano manualmente. Mi ero scordato che a suo tempo nel periodo Rinascimentale, ci fu la  separazione tra arti maggiori e minori e quindi la nascita delle Accademie, distruggendo definitivamente le botteghe fiorentine, che formarono i più grandi artisti, rinascimentali.
cofanetto certosino, bottega degli embriachi,
 prima degli interventi di restauro estetico

Bisogna essere obiettivi, i restauratori devono avere una adeguata formazione, quindi una qualifica era indispensabile. L'unica mia riflessione riguarda le capacità artigianali che vengono messe in secondo piano. Per fare un esempio i nuovi restauratori che si qualificheranno, dopo un lungo tirocinio di almeno tre anni, dove al futuro operatore gli vengono somministrate lezioni molto teoriche, che spaziano su vari campi, per citarne alcune:dalla legislatura alle diagnosi, al disegno storia dell'arte e nozioni di  pratica, tutte materie importanti e indispensabili. 
L'unica cosa che non torna a mio avviso, riguarda la formazione di bottega propria dei maestri artigiani restauratori.

cofanetto certosino, bottega degli embriachi,
dopo  il restauro estetico
La mia perplessità deriva da lontano dalla mia esperienza che ho avuto la fortuna di insegnare, quando ho insegnato a 27 anni, come docente dell'arte dell'intarsio, nella allora scuola d'Arte, di Anghiari, unica in Italia sul restauro del mobile antico, mi accorsi, che c'era già a quel tempo una scollatura tra scuola e botteghe artigiane, per tramandare le nozioni "manuali".
Anche la scuola ha osservato il percorso per i futuri docenti di laboratorio di essere laureati per insegnare, quindi l'artigianato si è trovato ad essere tagliato fuori, da questo settore.
Pensare che se ho imparato qualcosa l'ho imparata da vecchi artigiani, ma questo e solo un importante appunto.
Sicuramente è giusto avere una formazione, più elevata per quanto riguarda un artigiano, ma allo stesso tempo rilega l'artigianato come una pratica senza testa, in secondo piano.
 Quindi nel corso del tempo, si sta verificando, come avevo intuito tanto tempo fa, e da me, messo in evidenza nei tavoli di lavoro in varie occasioni su incontri su questo tema, che gli insegnanti laureati non venendo da una bottega artigiana non conoscono le varie discipline artistiche . 
A mio avviso, anche il restauro subirà questo declino, con l'inevitabile perdita del saper fare e dei mestieri , che sono indispensabili per mantenere in vita e tramandare le arti applicate.
Chi insegnerà a modellare, ad intagliare o a intarsiare il legno o a far conoscere le varie discipline e tecniche, che serviranno per restaurare un oggetto antico?
Si verificherà che anche il restauro si dividerà in due branchie, una conservazione di un oggetto che rispetterà le regole della carta del restauro e un'altra rivolta al mercato, che privilegerà un restauro estetico  mimetico, o forse meglio dire che si sta già verificando.

Contatti e Informazioni                                                     I Corsi nella mia Bottega Scuola 

 credenziali

14 aprile 2019

VISITE IN BOTTEGA ESPERIENZIALI "sporcandosi le mani"

MASTRO SANTI DEL SERE
MAESTRO ARTIGIANO BOTTEGA SCUOLA
VIA NOVA 12 ANGHIARI (AR)
CONTATTI

VISITE IN BOTTEGA ESPERIENZIALI
SU PRENOTAZIONE






IL PACCHETTO
I corsi si tengono nel mio laboratorio riconosciuto Maestro Artigiano “Bottega Scuola”dove si potrà respirare, apprendere, conoscere gli strumenti il loro uso, con una piccola prova pratica dell'intarsio ligneo o come approcciarsi al restauro del mobile antico.
L'esperienza si divide in due fasi: verrà descritta la teoria delle tecniche ad intarsio . La seconda parte del corso consiste nella realizzazione di un semplice intarsio che ogni corsista potrà poi portare via con se come ricordo di questa piccola ma significativa esperienza.




CONTENUTO DEL PACCHETTO
Nelle visite verranno eseguite le istruzioni per realizzare una piccola tarsia che viene qui documentata

Visita e Corsi, durata dell’esperienza 2 ore

Mattina o pomeriggio

Costo a nucleo familiare € 50,00

Compresa nella visita, istruzioni e realizzazione di una tarsia della battaglia.








LIBERARE DAL NASTRO ADESIVO LE TESSERE INTARSIATE
Il pacchetto contiene due pannelli di compensato adoperati come fondo e copertina del contenitore. Ogni pannello è numerato e serviranno da supporto, per ricomporre la tarsia. Dopo aver ricomposto la tarsia, si adopererà il supporto numerato come base per l’incollaggio della tarsia. Nel pacchetto sono contenute due tarsie, una di legno chiaro e l’altra di legno scuro, perfettamente identiche.
Queste dopo essere staccate dal nastro adesivo, potranno formare due quadri identici, uno con fondo scuro e tessere chiare, e l’altro viceversa, chiamate tecnicamente prima parte e controparte.


RICOMPOSIZIONE DELLA TARSIE
 

Ad avvenuta ricomposizione delle tarsie, si procede all'incollaggio nel supporto numerato. Dovremo usare della colla a contatto, bostik, spalmare, con una spatola, una fine quantità di prodotto, sia nella superficie del supporto, e nel retro della tarsia. Occorrerà di aspettare almeno 15 minuti prima di unire la tarsia al supporto. 

Ad avvenuto assemblaggio, passare immediatamente con un martello per pressare la tarsia nel supporto. Fatta questa operazione, aspettare dieci minuti e si potrà procedere a rimuovere il nastro, sempre con molta cautela.
Ordine numerato delle operazioni.
LE TARSIE RICOMPOSTE
L'OPERAZIONI PER INCOLLARE LA TARSIA NEL SUPPORTO
TRAMITE COLLA A CONTATTO

CON UNA SPATOLA SPALMARE IN TUTTE LE PARTE
UN LEGGERO STRATO DI COLLA


DOPO 15' POSIZIONARE BENE LA TARSIA E UNIRLA
AL COMPENSATO IN DOTAZIONE, FACENDO UNA LEGGERA
PRESSIONE
DOPO AVER COLLOCATO E VERIFICATO, CHE LA TARSIA
SIA POSIZIONATA IN MANIERA GIUSTA, PASSARE
CON UN MARTELLO SU TUTTA LA SUPERFICIE
INTARSIATA PREMENDO ENERGETICAMENTE.

STUCCATURA
La rifinitura della tarsia consiste, nello stuccare le fughe lasciate dal taglio tra una tessera e l’altra, con una spatola, adoperando stucco da rasatura scuro per legno. 
Ad avvenuta asciugatura, si dovrà rimuovere lo stucco, con carta vetro fina di grana 150.
Rifinite le nostre tarsie potremo verniciarle applicando con un pennello morbido, la superficie o forse e più corretto dire proteggerle usando una vernice all'acqua acrilica, oppure impiegare, se la troviamo in commercio della gomma lacca già pronta, che da una finitura più calda al nostro lavoro.
Se usate la gommalacca, sarà opportuno, dopo l’avvenuta applicazione, ed essiccazione, della vernice, passare della paglietta fine sulla superficie e rifinirla con della cera per completare il nostro lavoro.

LEVIGATURA

FINITURA


IL QUADRETTO A LAVORO TERMINATO


UTENSILI E MATERIALI CHE OCCORRONO
PER COMPLETARE LA NOSTRA TARSIA

VISTA DALLA STRADA IN  VIA NOVA ,8 DELLA MIA BOTTEGA
DOVE SONO AD ANGHIARI

ALTRI TIPI  DI CORSI CHE OSSERVO NELLA MIA BOTTEGA SCUOLA



 BOTTEGA SCUOLA